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Accademia di Canto Lirico 2015- scadenza iscizioni 7 febbraio 2015

 
Fidelio da La Scala - foto della prima del 7 dicembre... in diretta

Recensione semiseria di Fidelio al Teatro alla Scala di Milano. Barenboim ci vuole tutti come Beethoven: sordi.

 
E' on line Notiziario di novembre 2014

Notiziario novembre 2014

 
16 novembre Athos Tromboni ospite del Circolo della Lirica
È stato un pomeriggio molto interessante quello di domenica 16 novembre alla presenza di un graditissimo e atteso ospite: il presidente dell'Unione Nazionale Circoli e Associazioni Liriche e Musicali, Athos Tromboni, giornalista e critico musicale, che ci ha intrattenuto con un’originale conferenza dal titolo L'evoluzione del virtuosismo vocale nell'Opera dal barocco al verismo.
Dopo il saluto ai presenti del col. Carlo Traversa - nuovo direttore del Circolo Unificato dell'Esercito che subentra al col. Franco Annecchini - il relatore ha analizzato e commentato quanto la voce umana, utilizzata come strumento musicale, abbia compiuto prodezze da destare ammirazione e meraviglia nei secoli, passando dal "recitar cantando" del Cinque/Seicento, al "canto fiorito" dell'epoca classica e preromantica, al "canto angelicato" del periodo romantico, per arrivare al "canto spinto" del realismo verista. Illustrato il significato del termine virtuosismo - così come è definito nei dizionari della lingua italiana e in quelli di musicologia, ovvero come vocabolo nato in Italia nel Cinquecento, citato in una lettera di Giovanni Pierluigi da Palestrina al Duca di Mantova dove viene definito virtuoso il maestro di cappella Jaches de Wert - il relatore ha arricchito la presentazione con numerosi esempi musicali, tratti da interessantissimi  video e incisioni interpretate dai grandi cantanti del recente passato e del presente, specialisti del loro repertorio d'adozione.
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12 ottobre - Teatro lirico: Non ti scordar di me

Un sentiero di ricordi di Gianfranco Danieletto

L’originalità dell’intrattenimento che l’Associazione ha inserito nel consistente programma annuale, ha così riunito l’esecuzione di note canzoni d’epoca e romanze operistiche a esecuzioni per pianoforte solista, legate da un file rouge raccontato dalla voce di Simonetta Flauto Valveri. Il proclama del 24 maggio 1915 di Re Vittorio Emanuele ha aperto il sipario, gli hanno fatto eco intense pagine musicali e la voce del soprano Gabriella Zanchi, che hanno richiamato alla memoria dei presenti, ricordi ed emozioni, immagini sfocate del passato di nonni, padri, madri, fratelli… con canzoni popolari [Non ti scordar di me, Parlami d’amore Mariù, O surdato nnamurato …] e arie d’opera [Addio del passato, Signore ascolta, La mort m'apparait souriante,…]. Gli stacchi letterari, le lettere dal fronte, i proclami, le poesie di Ungaretti, Gadda e Pezzani sviluppavano la narrazione. La pianista, Leonora Bandelli, nelle esecuzioni solistiche infondeva lo spirito di un carattere forte che sapeva trarre le più alte e le più profonde sonorità dallo strumento, lasciando pochi spazi agli abbandoni romantici ma esaltando, piuttosto, la drammaticità dei passi musicali. Così il soprano, pur nel variegato e assai insolito programma, dimostrava di saper usare con arte i colori dei chiari e scuri, manovrando magistralmente i piani e i forti sonori, in quelle strofe musicali in cui ormai, sempre più spesso, udiamo voci belle ma, ahimè, poco espressive! Incisivi gli stacchi recitativi di Simonetta Flauto che ha dimostrato insospettate, per noi, qualità di attrice. Non è mancato, in conclusione, il bis e il canto corale del pubblico in piedi che ha intonato l’Inno Nazionale.
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La serva padrona di G. B. Pergolesi - Produzione Circolo della Lirica
Recensione di Nicoletta Scalzotto
Spettacolo delizioso quello di mercoledì sera 9 luglio sul palco della sala di rappresentanza di Palazzo Zacco Armeni, qui allestito all’ultimo anzichè nell’annunciato giardino di Palazzo Zuckermann, a causa dei previsti, freddi e violenti scrosci di pioggia, che tuttavia non hanno impedito ad un pubblico sensibile di affollare con congruo anticipo la “platea”. Si è chiusa cosi la lunga stagione musicale 2013/2014, con l’allestimento dell’intermezzo buffo La Serva Padrona di Gian Battista Pergolesi, firmato dall’eclettico regista veneziano Marco Bellussi e prodotto in collaborazione con il Comune di Padova, il patrocinio di Regione Veneto e Provincia di Padova e inserito nel cartellone di Reteeventi della Provincia di Padova. È stata un’impresa impegnativa e gravosa, presa in carico da pochi componenti il direttivo che, lavorando a pieno ritmo, sono riusciti comunque a regalarci uno spettacolo soddisfacente sotto il profilo artistico. Il cast di 18 giovani, composto da cantanti, musicisti, attori, costumista, addetti luci, regista e direttore d’orchestra, ha “montato lo spettacolo” con 10 giorni fitti di prove, per circa 8-10 ore al giorno.  Il connubio tra il regista Marco Bellussi, eclettico e versatile regista veneziano, e il giovane M°Nicola Simoni, che ha diretto l’ensable musicale con perizia e attenzione al suono e al ritmo, ha prodotto una sinergia di musica e rappresentazione davvero apprezzabili. In apertura la scena in cui si snoda tutta la vicenda, una terrazza estiva, con arredo primo novecento, che suggerisce l’affaccio su un panorama marino:un esilarante Uberto (Virgilio Bianconi), nell’elegante completo bianco/blu da yachtsmen, smania e sbuffa in attesa della colazione che tarda  ad essere servita.  Sulla sfondo, la camera della furba servetta Serpina (Francesca Salvatorelli) che, seduta davanti alla toilette, tranquillamente acconcia la pettinatura, incurante del padrone che reclama  la sua tazza di cioccolato. Tra il bianco salottino estivo in ferro battuto,  il lettino prendisole, i vezzosi paraventi e le verzura di cornice, si muovono i personaggi e si dipana l’intrigo amoroso tra Uberto, il vecchio scapolo, taciturno e brontolone, e Serpina, la sua serva capricciosa, civetta e prepotente, che si comporta da padrona, spalleggiata da Vespone (Emilio De Lello), il prestante ed elegantissimo servo, muto ma di forte impatto scenico.
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Teatro lirico: Nella testa ho un campanello

di Paolo Lerro - Quest'incipit del concertato finale del primo atto del L'Italiana in Algeri, opera tra le più famose, divertenti e musicalmente belle di Gioacchino Rossini, è l'indovinato titolo del concerto finale del 21 settembre scorso tenutosi al Circolo Unificato dell'Esercito, a conclusione della Masterclass che quest'anno, per la quarta volta, il Circolo della Lirica di Padova ha organizzato con la preziosa collaborazione del Maestro ed amico Nicola Simoni. Ancora una volta i Maestri Stefano Viziosi e Alessandra Althoff, con al piano l'instancabile e brava Silvia Bellani, hanno diretto giovani artisti provenienti da buona parte del globo (Italia, Giappone, Francia, Croazia, Slovenia, Russia, Norvegia, Ecuador, Gran Bretagna, Georgia,Germania, Corea) nell'alto perfezionamento della regia, del canto lirico e dell'accompagnamento pianistico. 11 cantanti, 4 assistenti registi e 2 pianisti, hanno alacremente lavorato nella settimana che ha preceduto il concerto presentandosi sul "palcoscenico" del salone di Palazzo Zacco in gran forma, a testimonianza di quanto hanno saputo apprendere dagli autorevoli insegnanti.

 

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Ciao Magda!

di Paolo Padoan - Non è esagerato affermare che Magda Olivero, scomparsa nell’Istituto Auxologico di Milano l’8 settembre scorso, giorno della natività di Maria (che lei per molti anni andava ad onorare la notte di Natale in una chiesetta alpina della Val di Solda con la celebre invocazione schubertiana, ma anche con il “Salve, Maria” di Mercadante) è stata un soprano eccezionale sotto diversi punti di vista.

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Addio a Carlo Bergonzi tenore verdiano del secolo

Aveva 90 anni, una carriera interminabile nel segno del suo conterraneo Giuseppe Verdi  [ascolta ---> Carlo Bergonzi - Carlo Bergonzi intervista I Parte - Carlo Bergonzi 2 parte]

di Paolo Padoan
La questione sul modo di cantare e di interpretare le opere di Giuseppe Verdi, sul tipo e colore di voce più idonei, ha sempre interessato i cultori ed i melomani. Quando sui palcoscenici degli anni ’20 e ‘30 del secolo scorso si esibiva il veneto Aureliano Pertile (Montagnana 1885-Milano 1952) tutti erano d’accordo nell’attribuirgli il grosso merito di vero e proprio tenore verdiano.
Ma dopo di lui, le discussioni ripresero numerose. Chi diceva che Mario Del Monaco non era adatto perché troppo irruento, chi invece notava che Franco Corelli era troppo enfatico, Di Stefano troppo passionale, Pavarotti generico e non sempre convincente, e così via.
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locandina_2_ottbre_2011jpg Concerto_I.Zanetti_soprano_R.Trosino_Tenore_S. Bellani_pianista_13_maggio_2012 (35) Concerto_I.Zanetti_soprano_R.Trosino_Tenore_S. Bellani_pianista_13_maggio_2012 (33) Concerto Verdi Wagner 15 dicmbre 2013 (2) vienna_18_20_12_1 (63) ranca00014 Concerto_amicizia 34 Image00017 Galà Verdiano e Omaggio a Rossana Carteri - 19 maggio 2013 (12) 1_Concerto_amicizia_23_11_2012 (17)

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