Scopri il passato per costruire il futuro
Le domande sul futuro della lirica e quelle sul pubblico che dovrà sostituire domani i vecchi melomani di oggi sono ormai una costante dei nostri tempi. Il vedere un giovane pagante all’opera costituisce un motivo di gioia e si augura a lui di divertirsi e a noi di rivederlo la prossima volta;  non si tratta di costi perché un posto ai concerti pop o jazz costa certamente di più di uno per la lirica e non solo in loggione. di Mariangela Giulini
 
La “questio” è tale che in nome suo si inventano i maggiori insulti alla tradizione; ecco dunque regie e sceneggiature pazzesche per andare verso il gusto dei giovani, disquisizioni pseudo filosofiche di chi vuole giustificare il suo gusto estetico in antitesi col passato, col pretesto che si deve rendere tutto più credibile, mentre il più delle volte, se non supportato dal buon gusto e dalla cultura, l’incredibile prende il sopravvento e si stravolgono epoche, costumi, tradizioni, storia, … buon senso.
  Qui mi fermo perché ripeterei concetti già sviluppati, ma vorrei lanciare una proposta: leggete il pezzo che mi sento di riproporre integralmente e provate a pensare ai vostri primi approcci alla lirica, al perché oggi vi attira ancora tanto e provate a scrivere o a descrivere cosa vi ha colpito nel passato, qual è stata la vostra crescita nella passione per la musica in generale e la lirica in particolare. Forse ripercorrendo insieme le nostre esperienze capiremo meglio cosa si deve fare per svegliare nei giovani l’interesse per quell’Arte che non è morta perché si continua a produrre, certamente con il gusto musicale attuale. Anche nella pittura gli stili sono cambiati, ma le Città d’arte e i musei non solo di arte moderna continuano a essere frequentatissimi anche dai giovani. Sono convinta che qualcosa sia venuto a mancare ai nostri giovani; la scuola, la televisione, i mas media, la famiglia?
Attendiamo qualche vostra testimonianza, anche di poche righe, certamente saranno un ausilio per tutti noi nella ricerca dei modi e dei luoghi in cui si dovrà rivolgere la nostra azione di coinvolgimento. Se non servirà a questo scopo sarà comunque un angolo delle nostre memorie che, se scritte, non finiranno con noi.  


 

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