Ancora sulle regie...
   Sulle regie moderne ci siamo già soffermati più volte segnalandone la irragionevolezza dello stravolgimento del libretto e spesso la presunzione di poterlo ignorare come testo superato e inutile ai fini dell’opera. Ora vorrei affrontare invece l’argomento relativo alle regie minimaliste che in qualche maniera mistificano l’aderenza al libretto con piccoli elementi che creino le atmosfere o richiamino l’epoca o i luoghi dell’argomento. di Mariangela Giulini

   Secondo il mio punto di vista, che è poi quello dello spettatore appassionato che va all’opera dall’infanzia, che di opere ne ha viste e sentite tante e che le ha nella mente e nel cuore, sono le più pericolose in fatto di stravolgimento, perché non impattano con il loro anacronismo o con il cattivo gusto, ma sottilmente impongono una lettura nuova senza che lo spettatore quasi se ne accorga. Io mi chiedo, per esempio, è così necessario pensare che il pubblico si annoi ad ascoltare una ouverture o un intermezzo e, per intrattenerlo, inserire filmati, mimi, balletti più o meno identificabili ai fini della comprensione dell’opera?

   L’amante della lirica o il “malcapitato” presente a teatro, non sa forse che l’opera è composta da canto e musica e che la musica è frutto fondamentale del genio del compositore e come tale va ascoltata con tutta la partecipazione e l’attenzione che merita? E pur vero che spesso appena finisce il canto il pubblico becero applaude non attendendo che l’orchestra finisca il pezzo, ma almeno possiamo definirlo “becero”; il regista, invece, si permette impunemente di infastidirci con delle sue “intuizioni” che dovrebbero aiutare a entrare nello spirito e che, secondo me, sono delle asinate di chi vorrebbe far passare noi per asini.
   E che dire poi delle ambientazioni fredde e scabre in cui l’unico elemento impattante dovrebbe provenire da un uso sapiente delle luci e queste sono quasi inesistenti e il tutto si svolge in una penombra lugubre e deprimente? Sono proprio sicuri i nuovi Soloni della lirica (vedi: registi) che l’Autore intendesse presentarsi così al pubblico o, meglio è tutto in funzione del risparmio energetico? Ma loro, però, si fanno pagare bene!
Una ambientazione priva di mobilia o solo con qualche pezzo Ikea (l’idea non è mia, ma mi è piaciuta è l’ho copiata!) non riesce assolutamente a dare al pubblico alcuna emozione e così avviene lo stravolgimento di tutto quell’atmosfera che la musica, invece, via via va creando, così si vanifica il genio dell’Autore, così si distrugge l’opera che dovremmo far amare dai giovani che non sono così insensibili come qualcuno crede.

   I giovani vanno aiutati piuttosto nella comprensione del testo (libretto), non allontanati da un falso e ingannevole pedagogismo che scontenta tutti e allontana dalla spontaneità delle emozioni che non possono e non devono essere guidate da chicchessia.

 

chi è on line

 37 visitatori online

Cerca


www.yoursite.com
Circolo della lirica