Edgar - Domenica 9 novembre - Sala Diego Valeri Padova

edgard

Riprende un’iniziativa  del nostro Circolo che in passato ha avuto un successo notevole, la proiezione di film operistici, commentati da cantanti lirici.
Domenica 9 Novembre viene proposta nell'edizione DVD con sottotitoli  Edgar, opera lirica in tre atti, la seconda composizione di Giacomo Puccini, raramente eseguita, poco conosciuta e quindi di grande interesse culturale.
Il tenore Dario Balzanelli e il soprano Montserrat Martì - figlia della più celebre Caballé, commenteranno la proiezione. 


Giovanni Zuccarelli, copertina del libretto di Edgar  

Chi volesse approfondire la conoscenza della composizione, può vistare il link Edgar, del Teatro Regio di Torino che  ha messo in cartellone l'opera da Giugno al 6 Luglio 2008.
Il felice esito conseguito nel 1884 da Le Villi, indusse l'editore Giulio Ricordi a commissionare a Puccini una seconda opera da rappresentare al Teatro alla Scala; fu scelto Edgar, su libretto del poeta milanese Ferdinando Fontana, liberamente ispirato al dramma in versi di Alfred de Musset, La coupe et les lèvres. (liberamente tratto da http://it.wikipedia.org)

La composizione durò quattro anni (tra il 1886 e 1887 a Monza, dove Puccini si era ritirato a vivere con la famiglia) ed il nuovo lavoro vide la luce il 21 aprile 1889: fu un successo cordiale ma non propriamente caloroso.
Spinto dall'editore Giulio Ricordi, quello stesso anno Puccini revisionò la partitura in vista di una ripresa. Abbreviata, specie nell'atto IV, ma ampliata nell'atto II da una più estesa stretta di concertato e da una nuova, breve scena finale affidata al personaggio di Tigrana, l'opera fu pubblicata nella riduzione per canto e pianoforte, nel gennaio 1890. La ventilata ripresa ebbe luogo solo nel settembre 1891, al Teatro del Giglio di Lucca, dopo ulteriori modifiche, ma riscosse un successo pieno!

Personaggi:
Edgar (T), Gualtiero (B), Frank (Bar), Fidelia (S), Tigrana (Ms); contadini e contadine, cortigiani, convitati, soldati, monaci, fanciulli.
Arie
• O fior del giorno (Fidelia - Atto I)
• Già il mandorlo vicino (Fidelia - Atto I)
• Questo amor, vergogna mia (Frank - Atto I)
• Tu il cuor mi strazi (Tigrana - Atto I)
• La coppa è simbol della vita (Tigrana - Atto II - prima, seconda e terza versione)
• Orgia, chimera dall'occhio vitreo (Edgar - Atto II)
• Addio, mio dolce amor (Fidelia - Atto III)
• Nel villaggio d'Edgar (Fidelia - Atto III)
• Ah! se scuoter della morte (Tigrana - Atto III - prima e seconda versione)
• Un'ora almen (Fidelia - Atto IV - prima versione)

La trama dell'ultima versione (in tre atti)
Atto I – Anno 1302, un villaggio delle Fiandre. È l'alba. Il giovane Edgar, nonostante l'affetto per la dolce Fidelia, non riesce a resistere al fascino della provocante Tigrana, una zingara dal passato misterioso, cresciuta orfana, allevata dalla gente del paese. Gli atteggiamenti irriverenti di costei, che intona una canzone blasfema nel bel mezzo della santa messa, suscitano lo sdegno degli abitanti del villaggio. In difesa della zingara accorre Edgar che, in preda ad un'irrefrenabile esaltazione, afferra una torcia accesa e appicca il fuoco alla propria casa; quindi, allontanata da sé la dolce Fidelia, fugge con Tigrana, col proposito di abbandonarsi con lei ad una vita di dissolutezze.
Atto II - Edgar e Tigrana vivono insieme in un ricco castello, circondati di ospiti festosi e passando da un piacere all'altro.Ben presto, però, il ricordo della casa natale comincia a penetrare nel suo animo ed anche l'immagine di Fidelia si riaffaccia improvvisa alla sua memoria. Quando poi ode lontani rulli di tamburi e suoni di fanfare militari che accompagnano una schiera di soldati diretta al campo di battaglia, egli sente prepotente il desiderio di riabilitarsi e, malgrado Tigrana tenti di richiamarlo a sé, decide di seguire l'esempio di quegli uomini votati alla gloria o alla morte. Tanto più che a guidarli è Frank, il fratello di Fidelia, anch'egli un tempo sedotto della bella zingara.
Atto III - L'esercito fiammingo vince la battaglia, ma numerose vite sono rimaste sul campo, stroncate dalla violenza dei combattimenti; anche Edgar è fra gli scomparsi e in una spianata nei pressi del villaggio si preparano solenni esequie in suo onorr.Solo un misterioso frate non si unisce agli altri nel celebrare le gesta del defunto, del quale anzi ricorda le numerose colpe di cui si è macchiato in vita, suscitando la reazione sdegnata di Fidelia che, risolutamente e con sincera commozione, difende la memoria dell'uomo amato. A cerimonia finita sopraggiunge Tigrana, venuta ad ostentare il proprio dolore di vedova inconsolabile, sia pure in grave ritardo.
Le si avvicina il frate che, accordatosi con Frank, le offre oro e monili preziosi, purché essa si presti ad una macchinazione ai danni dello scomparso.Abbagliata da tanta ricchezza, Tigrana non solo ammette volentieri di essere stata l'amante di Edgar, ma dichiara persino che questi aveva in animo di tradire la patria. Alcuni soldati si avventano allora verso il catafalco per profanare il cadavere, ma restano allibiti quando nelle loro mani rimane unicamente l'armatura. Il frate si spoglia allora del saio, apparendo nelle sembianze di Edgar. Fidelia si slancia verso di lui per abbracciarlo, ma Tigrana è pronta a compiere la sua vendetta: afferrato un pugnale, colpisce mortalmente la fanciulla, sul cui corpo Edgar si china in preda alla disperazione.

 

L’insuccesso e le successive versioni dell’opera (da http://delteatro.it/dizionario_dell_opera

  Le ragioni principali dell’insuccesso e delle numerose versioni dell’opera (ben tre: 1889, 1892 e 1905, nelle quali venne suddivisa in tre atti, invece dei quattro della prima) vanno attribuite al libretto, che cerca le dimensioni del grand-opéra , così lontane dalle corde di Puccini. Inoltre il soggetto esaspera i contrasti tra virtù e peccato, colpa e redenzione, cercando di trasformare Fidelia in Micaëla e Tigrana in Carmen; mentre Edgar è una sorta di Faust, che non sa resistere alle tentazioni e cerca poi di redimersi.
  I successivi rimaneggiamenti di Puccini servirono proprio ad alleggerire l’opera ma, oppresso da un libretto alquanto incongruente, il compositore non riuscì ad apportare modifiche sostanziali. Di questa sua seconda prova, tuttavia, si segnalano già alcune felici intuizioni.
  Nel primo atto è d’effetto il contrasto tra il Kyrie, intonato dai fedeli, e la voce di Tigrana, che intona la canzone dai toni provocatori: sacro e profano sono subito uno contro l’altro, come avverrà più volte nel corso dell’opera. E se il finale del primo atto, un concertato concitato, ricorda un po’ troppo certi finali d’atto di Ponchielli (che era stato insegnante di Puccini), il finto funerale di Edgar è invece una pagina di alta drammaticità; le note del Requiem di Edgar vennero poi scelte da Toscanini per accompagnare, nel duomo di Milano, i funerali di Puccini.
  All’eroina femminile positiva, Fidelia, Puccini riserva poi nel terzo atto una romanza ricca di emotività: il suo toccante pianto "Addio, mio dolce amor", davanti al cadavere dell’amato. Dopo due sole repliche l’opera venne ritirata, perché Puccini potesse modificarla. Molti anni dopo, ricordando i dispiaceri legati a Edgar , Puccini scrisse all’amica Sybil Seligman: «E Dio ti Guardi da quest’opera»

 

 

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