Il nuovo presidente Gianfranco Danieletto

Parliamone  

   Terminato il periodo necessario per il passaggio delle consegne, dalla presidente dimissionaria Mariangela Giulini a me stesso, mi accingo a sostituirla negli innumerevoli compiti che lei svolgeva a partire da questo articolo che rappresenta il pensiero e la volontà del Circolo, infatti, prima della stampa, viene approvato dal Direttivo stesso.

Nelle varie occasioni ho ricevuto molti incoraggiamenti e ringrazio della fiducia accordatami, ma credo che per meritarla io debba creare nuovi stimoli non per sovvertire, ma per continuare, specialmente quando i frutti dal passato sono così ben evidenti. Il problema, quindi, è: come rinnovarsi nella continuità? Prima però vorrei trattenermi su una caratteristica importante  della nostra Associazione, perché è vero che siamo simili ad altre ma, per alcuni modi di operare, diversi. In particolar modo mi riferisco al sistema “decisionale” che è senz’altro il punto di partenza di ogni attività.
   Il nostro Statuto, come altri, prevede, che le deliberazioni spettino al Direttivo mentre il Presidente ha il compito di dirigere il dibattito oltre, naturalmente, a parteciparvi; bene, a parole tutti dicono di attenersi a tale principio, ma spesso avviene esattamente il contrario. Si crea così l’identificazione del Presidente con l’Associazione stessa, cosa, che in passato si è cercato di evitare e a questo modo di procedere desideriamo continuare ad attenerci.
Perché ho evidenziato questo aspetto? 

   Perché l’innovazione che mi sta più a cuore è la partecipazione attiva dei soci e la possibilità reale di essere essi stessi attori diretti e non solo spettatori, questo, però, può avvenire solo se si genera la consapevolezza che tra la Direzione e i Soci non vi sono differenze, se non quelle dei necessari ruoli organizzativi. Tutto ciò potrà apparire banalmente ovvio, ma nella pratica quasi inconsapevolmente, non è proprio così. Passiamo però alla sostanza; oltre a ricercare dei collaboratori esterni al Direttivo, che si sono già liberamente offerti, è mia intenzione di individuare e proporre, su argomenti importanti per i nostri scopi istituzionali, la formazione di commissioni con prerogative propositive (tra l’altro già previste nello Statuto, ma mai costituite).
   La prima che auspichiamo è quella per studiare e approfondire il perché dell’allontanamento dei giovani alla lirica, di cui molte volte si è parlato ma senza concludere molto.  L’argomento è esistenziale perché sarà sempre più difficile mantenere viva l’attenzione su una espressione artistica, anche se di alto valore storico e artistico, se le nuove e le future generazioni saranno indifferenti o addirittura contrarie. Se il problema non  trovasse una soluzione, il mantenere una attività lirica diventerebbe solo un’operazione nostalgica e per giunta, costosa.
   Altri due obiettivi da raggiungere, proponendoli all’Amministrazione, alla quale spettano sempre le decisioni, (anche questi già affrontato, ma non risolti) sono: primo, creare la opportunità a Mara Zampieri di cimentarsi nel ruolo di regista lirica e di fondare una scuola di Arte scenica a Padova. Secondo, offrire l’occasione, attraverso la stagione, per riconoscere le doti di Direttore d’Orchestra a un altro padovano d’eccezione quale è Francesco Rosa il quale ha diretto molte volte a Padova ma  quasi come un ripiego e mai in occasioni importanti a fianco di registi famosi.
   Le due proposte non nascono per caso o perché dettate da simpatie personali, ma da una convinzione di agire nell’interesse della Città. Peraltro i motivi per cui si è chiesto all’Amministrazione di cercare le collaborazioni con altri,  nominando una Direzione Artistica, con scelte autonome dei cast, erano quelli di mettere in luce le potenzialità locali Riconosciamo al giovane Direttore Artistico di avere percorso un buon tratto di strada in tal senso ed è per questo che lo sproniamo a proseguire ribadendo che il pubblico è fortemente attratto dalla scoperta di nuovi talenti piuttosto che verso artisti più noti ma non all’altezza.
   Porto un solo esempio molto significante, l’esecuzione in forma di concerto del Nabucco il 21 settembre dell’anno scorso, in cui il Direttore Artistico, libero completamente da condizionamenti; sceglieva con decisione Sorina Munteanu, per la parte di Abigaille, sconosciuta al pubblico padovano ma rivelatasi eccezionale, protestava, giustamente, il baritono titolato proveniente dal Covent Garden e lo sostituiva con un beniamino del pubblico padovano Giovanni Meoni (ascoltato come Rodrigo nel  Don Carlo del ’95; vedete come è solido il ricordo di una bella voce) e sul podio poneva il nostro Francesco Rosa.
   Al Direttore Artistico diciamo, prosegui su questa strada e noi contribuiremo a riempire il teatro!
Non vado oltre, non per mancanza di argomenti ma per non mettere troppa carne al fuoco, tornerò però, e, come un libro appena incominciato, mi riprometto di continuarlo assieme a voi.

Gianfranco Danieletto

 

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