10 novembre: Omaggio a Barbara Strozzi

Preziosità seicentesche La contesa del canto e delle lagrime

Il Circolo della Lirica di Padova, in collaborazione con il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, celebra il quattrocentesimo anniversario della nascita della compositrice veneziana Barbara Strozzi con il concerto letterario La contesa del canto e delle lagrime.
Un pomeriggio musicale volto a rievocare le atmosfere della Accademia degli Unisoni con l’esecuzione delle raffinate musiche seicentesche composte da Strozzi, Cavalli e Fontei.
Le musiciste italiane, soprattutto veneziane e in particolare del Seicento, erano richieste in tutta Europa, viaggiavano come i musicisti uomini e alternavano il lavoro di compositrici a quello di esecutrici e cantatrici. Barbara Strozzi, grande talento musicale del barocco italiano, era la più importante tra tutte, infatti di lei esiste una ricca biografia... delle altre invece non è rimasto quasi nulla ... lasciate nell'oblio.
Nata nel 1619 a Venezia, Barbara Caterina viene adottata nel 1628 come “figliuola elettiva” dall'avvocato Giulio Strozzi, celebre poeta e librettista, ma è certo che fosse davvero sua figlia, e venne chiamata Barbara Valle. Accortosi ben presto delle doti della giovane, lo Strozzi ne incoraggiò il talento e la volle allieva dell’affermato compositore Francesco Cavalli.
Dotata di una splendida voce e di un notevole fascino, Barbara riuscì ben presto a emergere nella società colta del tempo, diventando la musa ispiratrice di un gran numero di artisti e letterati che frequentavano casa Strozzi, sede dell’Accademia degli Unisoni, istituzione musicale fondata nel 1637 da Giulio Strozzi, come branca dell’Accademia degli Incogniti, sodalizio attorno al quale gravitavano gli intellettuali del periodo. Oltre a notevoli qualità vocali, Barbara fu anche una discreta compositrice, privilegiando la musica vocale profana, prevalentemente per soprano, in cui spiccano testi molto poetici.
L'incontro musicale proposto dal Circolo della lirica di Padova ha un alto valore culturale basandosi su un attento lavoro di ricerca storica e stilistica che ha condotto alla stesura di un programma raffinato e caratterizzato dall’alternanza tra canto e recitazione che riprende i discorsi accademici dei nobili veneziani Matteo Dandolo e Francesco Loredano, frequentatori della Accademia degli Unisoni. La dissertazione "se sia più potente ad innamorare o' bel volto piangente o' bel volto cantante" rivive grazie a due voci recitanti che alternano i propri interventi in forma d'arringa a pagine musicali evocative del canto o del pianto.
In scena i soprani Caterina CHIARCOS e Maria Chiara ARDOLINO; gli attori Simonetta FLAUTO e Marlon ZIGHI ORBI, con la musica del cembalo di Chiara De ZUANI e la tiorba di Dario PISASALE. Selezione testi a cura del regista Marco BELLUSSI.
Supervisione scelte stilistico/musicali a cura di Cristina MIATELLO, docente del Conservatorio veneziano

 

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