sabato 18 Marzo 2017 - Ricordo del baritono ANTONIO SALVADORI
Recensione - Conferenza/evento: In pienezza di cuore
Da L'OPERA International Magazine  - maggio 2017 – R. Mussi
Sabato 18 marzo scorso si è tenuto a Padova un incontro celebrativo del baritono Antonio Salvadori, scomparso nel 2006 a cinquantasette anni. Dopo un’introduzione del Prof. Paolo Padovan, che ne ha tracciato il profilo artistico, e l’ascolto di registrazioni e video del baritono veneziano, diversi colleghi lo hanno ricordato con molto affetto e ammirazione. Oltre a numerosi appassionati, erano presenti: i soprani Cecilia Gasdia, Barbara Frittoli, Patrizia Cigna e Mina Yamazaki, il baritono Fabio Previati, i tenori Vincenzo Bello, Maurizio Saltarin, Iorio Zennaro e Enrico Pertile, il basso Gilberto Zanellato, il mezzosoprano Susana Santiago Lozano, il Direttore d’orchestra M° Angelo Cavallaro, il M° collaboratore Stefano Gibellato, il M° rammentatore Pier Paolo Gastaldello e il violinista Roberto Zampieron (gli ultimi tre musicisti hanno lavorato al Teatro La Fenice di Venezia). Di Salvadori, autentico baritono verdiano, è stato ricordato il bellissimo timbro caldo e brunito della sua voce, il suo fraseggio elegante ed espressivo, le notevoli qualità interpretative, la duttilità, oltre al forte temperamento drammatico in scena. Inoltre, dal vivo e commosso ricordo dei colleghi presenti, è emerso quanto Antonio Salvadori fosse amato anche per la sua grande umanità e simpatia. Nell’occasione, sono state lette alcune delle testimonianze rese da un centinaio di cantanti, registi, musicisti, dirigenti teatrali, critici musicali e ammiratori, raccolte in una pubblicazione che rende omaggio all’artista e all’uomo e che si intitola “In pienezza di cuore. Ricordo del baritono Antonio Salvadori” (da un verso del poeta russo Osip Mandel’stam). L’incontro, a cui ha partecipato la famiglia Salvadori, è stato voluto e organizzato da Angela Rigoli e Nicoletta Bidoia, in collaborazione con il Circolo della Lirica e il Circolo Unificato dell’Esercito di Padova a Palazzo Zacco.
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Cronaca di N. Scalzotto - L. Ripa
Mussi, nel suo articolo, fa il resoconto dell'evento celebrativo  realizzato dalla nostra Associazione in ricordo del baritono veneziano. Un parterre prestigioso ha affollato il salone: numerosi artisti del mondo dell’Opera ci hanno onorato con la loro presenza, raccogliendo l’invito degli organizzatori, e hanno testimoniato, con affetto e commozione, il valore di Salvadori, uomo e artista. L’introduzione e la conduzione del prof. Paolo Padoan hanno, infatti, delineato il ritratto di uno straordinario Salvadori! Difficile riassumere in poche righe quanto introdotto dal relatore, e ascoltato in quasi due ore di musica, su questo magnifico cantante che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’interpretazione vocale. Il “timbro pieno, caldo e brunito”, come ricordano le note di sala, dotato di rara potenza e chiarezza nella dizione, una presenza scenica straordinaria...". Arie e romanze impresse nella storia del melodramma hanno permeato di note e immagini la sala suscitando, ancor una volta, vivide emozioni tra i presenti. Ricordiamo un vibrante “Nemico della Patria” (Andrea Chenier), un Urna fatal da La forza del destino, oltre a Macbeth e Rigoletto. Difficile non restare soggiogati dalla personalità e dal carattere di questo cantante che ha lavorato con il gotha della direzione d’orchestra (Muti, Kleiber, Sinopoli, Maazel, Chailly per ricordarne solo alcuni) e della regia (Strehler, Pizzi, Ronconi, Zeffirelli ecc); che ha cantato nei teatri più importanti del mondo, da La Scala di Milano, a Tokyo, da Parigi a New York… con al suo attivo un repertorio dei più vasti, con più di cinquantacinque ruoli protagonisti, con particolare predilezione da opere veriste. Alla fine degli ascolti, tanti gli interventi degli artisti presenti che hanno testimoniato della stima di cui godeva Salvadori tra i colleghi e dell’affetto personale di tutti, anche per l’umanità rara e contagiosa che lo contraddistingueva. Nella chiusa finale, il prof. Padoan ha ricordato come Salvadori si sia affermato in un periodo non certo parco di voci baritonali di rilievo, quali Bruson, Nucci, Zancanaro, Gobbi, Fiskau, solo per citarne alcuni, e questo aggiunge onore a quanto già detto su questo indimenticato artista. Un omaggio floreale è stato consegnato alla sig.ra Salvadori, intervenuta con il figlio Vittorio e la nipotina. Madre e figlio hanno pronunciato parole toccanti sul marito e sul padre: un intimo ricordo, regalato ai presenti, di un uomo sensibile e pieno d'amore. Commozione inevitabile e lacrime, non solo simboliche, per chi che ci ha lasciato troppo presto.
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Presentazione /Invito - A poco più di dieci anni dalla scomparsa, il Circolo della Lirica di Padova ricorda il baritono veneziano Antonio Salvadori, con una conferenza voluta da amici e ammiratori. ​Saranno presenti in sala numerosi artisti del mondo dell’Opera, cantanti, registi e musicisti, per ricordare un amico e tributare un omaggio, con le loro testimonianze al grande artista. Antonio Salvadori ha iniziato la sua carriera facendosi notare per le sue qualità vocali e vincendo numerosi concorsi, che gli diedero la possibilità di debuttare in varie opere, quali Pagliacci di Leoncavallo, Il barbiere di Siviglia di Rossini (all’Aslico di Milano), Luisa Miller (al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni), Un ballo in maschera di Verdi e Rigoletto, come il più giovane interprete protagonista a livello internazionale. Salvadori ha cantato nei teatri più importanti del mondo, da La Scala di Milano, a Tokyo, da Parigi a New York, lavorando con direttori e interpreti di fama internazionale come Carlos Kleiber, Riccardo Muti, Giuseppe Patanè, Gianandrea Gavazzeni, Nello Santi, Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli, Bruno Bartoletti e Lorin Maazel. Il suo repertorio fu uno dei più vasti, con più di cinquantacinque ruoli protagonisti, con particolare predilezione da opere veriste. La critica scrisse di lui: fu un cantante dal bellissimo timbro vocale e un interprete con l'abilità di un consumato attore.
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