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Omaggio al grande soprano JOAN SUTHERLAND
Joan SutherlandGinevra, 11 ott. (Adnkronos) - Joan Sutherland, uno dei piu' grandi soprani del XX Secolo, e' morta' in Svizzera a 83 anni. La star australiana, che si era ritirata dalle scene 20 anni fa, non si era mai ripresa dai postumi di una caduta. La cantante lirica, a cui la regina Elisabetta II aveva conferito nel 1978 il titolo di dama, aveva debuttato al Covent Garden di Londra nel 1952 e da allora aveva continuato ad apparire nella maggiori produzioni di tutto il mondo e aveva fatto numerose registrazioni prevalentemente per l'etichetta inglese Decca. La notizia della morte e' stata data dalla famiglia che in un comunicato sottolinea che la cantante "ha avuto una vita lunga e ha elargito momenti piacevoli a moltissime persone".
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Concerto Lirico - Aperitivo in concerto
patrizia morandini

 Invito

 Domenica 17 ottobre alle ore 16.00, Concerto Lirico di apertura della stagione 2010-2011 del Circolo della Lirica.

 Circolo Ufficiali - Prato della Valle - Padova

 Si  apre il nostro programma annuale con un concerto-aperitivo per dare il benvenuto ai nostri soci e a tutti gli amanti  della musica lirica!

 Il soprano Patrizia Morandini  proporrà una selezione di alcune arie tra le opere più conosciute; sarà accompagnata da  due allievi della sua Accademia di Canto, il contraltista Alessio Barni e il tenore Yuki Kohashi; al pianoforte il m°  Bruno Volpato.

 Nel corso del concerto il soprano, affiancata dai suoi allievi,  illustrerà alcune tecniche dell'Arte del Bel Canto.

 Al termine del concerto aperitivo e buffet

 Per partecipare, prenotare ai numeri 049 86 45 988 - 348 29 83 991 

 

 
Teatro Verdi - Padova - Carmina Burana di Carl Orff Sabato 17 luglio
Carmina Burana
 

Il Centro di studi, formazione e ricerche dell'Università di Padova organizza il concerto che ripropone i Carmina Burana di Carl Orff, in una versione per soli, coro, due pianoforti, percussioni e orchestra.
La coreografia e i movimenti scenici sono stati creati da Elena Borgatti, nel rispetto dell’ideale estetico originale, e sono eseguite dal Gruppo di danza contemporanea del Concentus musicus patavinus the simple company.
Il concerto si inserisce nel progetto Carmina Paduana 2010 del Concentus musicus patavinus, il Centro di studi, formazione e ricerche dell'Università di Padova.
 
 Teatro Verdi, via dei Livello, 32 - Padova
Concerto: Carmina Burana di Carl Orff
Sabato 17 luglio 2010 ore 21.00

Ingresso gratuito: posti numerati con ritiro del biglietto al botteghino del teatro da martedì 13 a sabato 17 luglio, dalle ore 9:00 alle 13:00 e la sera dello spettacolo dalle ore 19:30.
Per informazioni
Segreteria organizzativa
cell. 335 1814302; 335 1812601
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  
sito www.carminapaduana.lettere.unipd.it

 
Addio a Giulietta Simionato
Giulietta Simionato ospite del Circolo della Lirica di Padova nel 1998
«Se io non esco da me stessa per avvicinarmi il più possibile al fantasma creato dal musicista nessuno mi crederà. Il pubblico vedrà semplicemente Giulietta, là dove dovrebbe vedere Orfeo, Amneris, Carmen, Adalgisa. Per quel che mi riguarda, al momento giusto, tre cose scattano: cervello, voce e cuore. 
Le creature che sono chiamata a interpretare risultano così radiocomandate in ogni momento».
Una ricetta semplicissima, ma difficile da eseguire.  A pochi giorni dal suo centesimo compleanno (che sarebbe caduto il 12 maggio) il mezzosoprano Giulietta Simionato, nativa di Forlì, ma di padre veneto e di madre sarda, ci ha lasciato il 5 maggio scorso nella sua abitazione di Roma, dove da alcuni anni si era trasferita.  Assurta alla celebrità  dopo una lunga e ingiusta gavetta, durante la quale sostenne diversi ruoli minori come comprimaria presso il Teatro alla Scala, poté  debuttare  in un ruolo di primaria importanza solo a 37 anni come protagonista di Mignon  di Thomas. Da allora la carriera conobbe solo trionfi nei più famosi teatri del mondo, accanto ai celebri colleghi del suo tempo che si chiamavano Gigli, Callas, Tebaldi, Del Monaco, Di Stefano, Siepi, Bergonzi, Rossi Lemeni ecc. con un repertorio di oltre 60 opere, sotto la direzione di altrettanti importanti bacchette a cominciare da Toscanini, Votto, Serafin, Gavazzeni, Giulini, ecc.
di Paolo Padoan 
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Concorso Corradetti, il Sindaco contraddice Colasio. E il Concorso fu salvo ....:-)
All’ultima ora ...Sono trascorsi pochi giorni dall’articolo che si chiudeva con la prospettiva di qualche nuova e positiva notizia; oggi, 6 maggio, possiamo dire che le aspettative si sono concretizzate in senso positivo. Sarà una realtà che verrà confermata dai fatti? Speriamo! L’impegno è stato tanto e i sacrifici lo saranno altrettanto! Sono state scritte tante parole non vere e con la massima serenità posso affermare che mai il Circolo ha ceduto di fronte alle decisioni prese anche se mai la sottoscritta ha “mentito, sapendo di mentire”. Alla domanda se fare il Concorso o la Stagione la posizione del Circolo è stata ferma:”a noi non si può porre questa domanda” e aggiungo, sarebbe come chiedere alla mamma di due figli malati quale salvare avendo una sola medicina. Bando alle polemiche che non servono, il Concorso si farà e ringraziamo dell’impegno profuso per ottenerlo: Mara Zampieri, Giuliano Pisani (presidente della Commissione Cultura che nel    2000 ha portato il Concorso al Comune e che ora ha operato con abilità e grande passione per farlo vivere) e, perché non dirlo, il Circolo della Lirica che si è speso e ancora lo farà, a costo di sacrifici finanziari che dovremo affrontare tutti se vogliamo fare un servizio alla Città e alla sua storia culturale.  Ho solo citato il nome di Mara Zampieri, ma devo aggiungere che il suo non è stato solo un semplice appoggio, quasi dovuto come Presidente del Concorso, ma elemento indispensabile, anche finanziario, per il raggiungimento dello scopo.  Mi sembra giusto in questa occasione obiettare a quanto scritto sul Gazzettino a proposito del Concorso, esso non è biennale, anzi dalla sua nascita, 25 anni fa, a cura del Comitato per la Lirica, nato proprio a questo scopo e per onorare la figura del soprano milanese di nascita, ma padovana di adozione,Iris Adami Corradetti, non ha mai conosciuto interruzioni e quindi ci sembra strana la proiezione futura del suo “oscuramento” nel   2011.  “Nessun dorma” si canta in Turandot e noi ci atterremo a questo saggio monito!!!!  
 
Crisi economica, crisi dei teatri, crisi di idee……
Crisi economica, crisi dei teatri, crisi di idee……
Qualcuno ha detto ”ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, a me pare che nel mondo teatrale oggi avvenga proprio il contrario. Ci sono pochi soldi, bene, anzi male, ma proviamo ad affrontare il problema non piangendoci addosso o facendo pagare la situazione ai soliti “peones” del teatro che per mesi non ricevono lo stipendio; inventiamoci soluzioni nuove o, meglio, vecchie, perché in tempi non lontanissimi non c’era certo tanto da sperperare, ma la lirica era comunque viva e amata. Le soluzioni ultramoderne e minimaliste che oggi sono tanto in voga e propagandate, oltre che da una volontà di rinnovamento, che spesso io chiamerei demenzialità, dalla necessità di risparmio sulle scenografie e sui costumi, a mio parere sono più costose oltre che dannose alla lirica stessa, perché, come più volte si è detto, spostano l’attenzione dall’Autore al regista scenografo al punto che nel parlare dell’opera la si qualifica come “ la……di….. (nome del regista). Procedendo così si giungerà persino a dimenticare il nome dell’autore come è già successo per quello del, o dei, librettisti che pure hanno avuto gran parte nella stesura di certe opere e oggi non vengono più ricordati almeno dal grande, ma ignorante, pubblico. Parlo di ignoranza non come offesa, ma come constatazione di mancanza di educazione conseguente a una carenza di corretta informazione.
Inventiamo, sì, ma non stravolgiamo, inventiamo il modo di risparmiare; non imitiamo la televisione che in tempi di crisi dispensa, o dice di dispensare, premi, pacchi, cachet astronomici, a fronte di una disinformazione paurosa, di una povertà culturale abissale in cui vallette, attricette, trans, perfette estranee, vengono invitate probabilmente anche a pagamento a esprimere opinioni, idee, giudizi che spesso sono non solo inutili,ma anche umilianti per gente di media cultura e intelligenza.
La crisi di idee coinvolge un po’ tutto il mondo dell’informazione, basta guardare un telegiornale e accorgersi che non si ha proprio niente da dire o nessun sale in zucca, se si ritiene interessante disquisire sulle mises delle mogli dei capo di stato o sulla tolettatura dei cani o …chi più ne ha più ne metta. 
Se questa è falsa cultura lo è anche perché chi dovrebbe farla attraverso i mezzi moderni non lo fa o non viene chiamato a farla; il teatro che in questo senso potrebbe definirsi più autonomo rispetto a ciò che è esclusivamente commerciale, dovrebbe, secondo me, esprimersi in modo da rispettare i dettami del risparmio che oggi è una condizione necessaria, sfoderando idee che, contenendo le spese, mantengano viva una tradizione che non va persa, senza mistificare la volontà di risparmio con l’affidarsi a chi non riduce le spese, ma riduce l’amore per un’arte antica che non va privata del suo alone di magia. Ho sentito molti appassionati di lirica dire che si sono disamorati del teatro perché non intendono spendere soldi per arrabbiarsi e non ritrovare l’atmosfera, se vogliamo un po’polverosa, del vecchio spettacolo tradizionale. 
Non crediamo che i giovani siano solo attratti dal modernismo, essi sono attratti da ciò che è credibile!!!!

 
Stop al concorso “Iris Adami Corradetti”
Questa la lettera inviata dall’Assessore alla Cultura Andrea Colasio al Circolo della Lirica per annunciare la cancellazione dal cartellone della Stagione Lirica del Concorso che quest’anno avrebbe festeggiato il 25° anno di vita gloriosa.
Gentilissima Presidente,
 Le scrivo per comunicarle personalmente le decisioni e gli orientamenti di questa Amministrazione relativamente al Concorso Lirico Internazionale “Iris Adami Corradetti”, di cui quest’anno ricorrerebbe, grazie anche alla sempre fattiva collaborazione col vostro Circolo, la venticinquesima edizione.
 Le è nota la difficilissima condizione del bilancio del mio Assessorato e più in generale dell’intero comune, privo com’è degli stanziamenti garantiti sino ad ora da specifici contributi della Regione Veneto. Molte delle consuete iniziative programmate negli ultimi anni dall’Assessorato già non avranno luogo nel 2010 in forza sia delle già citate minori entrate che dei tagli previsti sul bilancio di previsione.
E’ evidente che, in questa situazione, mi sono visto costretto mio malgrado ad operare una scelta tra l’annullamento dell’attività di spettacolo, e dunque dell’intera Stagione Lirica, e il suo parziale e temporaneo ridimensionamento.
 Ho scelto dunque di concentrare le poche risorse a disposizione al mantenimento, nonostante tutto, della Stagione Lirica, rinviando la prevista 25esima edizione del Concorso Corradetti al prossimo anno, certo ché comunque non potranno andare perse né la continuità né il prezioso bagaglio di contatti e di esperienze fin qui maturato.
 Le assicuro che mi rincresce molto doverLa rendere partecipe di questa decisione, ma confido nella comprensione Sua e del Direttivo dell’Associazione che mi auguro disponibile a collaborare ancora per la prossima edizione del Concorso. Sono infatti consapevole dell’insostituibile contributo del Circolo, senza il quale il Concorso non sarebbe potuto continuare e crescere in questi anni. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti e Le porgo i miei migliori saluti. 
Andrea Colasio 
Mi sembra inutile ripetere ai soci quale passione, quale impegno, quale partecipazione vi sia stato in questo quasi quarto di secolo di vita (la nostra adesione è avvenuta dopo pochi anni dalla nascita) verso il Concorso che ormai era parte integrante non solo della vita culturale del circolo, ma essenzialmente dei padovani appassionati di lirica che vedevano la loro Città sempre più far parte di quel tessuto culturale italiano che tiene vivo l’amore per la lirica di tanti giovani di tutto il mondo i quali dedicano le loro forze per entrare, grazie al loro talento e la volontà ferrea, nel favoloso mondo del teatro. Non si può discutere o entrare nel merito circa le difficoltà dell’Amministrazione, si può solo sottolineare che la Cultura è sempre quella che paga più dolorosamente il prezzo di qualsiasi congiuntura e che a causa di ciò molto spesso vengono cancellati quei valori che ogni città dovrebbe tenersi cari perché danno un significato alla quotidianità spesso opaca per non dire demotivata di molti giovani che non ricevono da noi, ormai maturi, il testimone di tradizioni sane e pulite che i loro e i nostri padri ci hanno tramandato. Ormai tutto viene visto in termini di finanze: si allestisce il Gran Teatro, una tensostruttura utile solo per gli eventi di musica leggera, pop o altro, che forse fa arricchire qualcuno, ma che non serve per portare musica seria che soddisfi il palato degli appassionati di classica o sinfonica; o si sponsorizza copiosamente un ricco programma di balletto a cui nulla si vuole rimproverare perché tutto ciò che è arte e cultura è da apprezzare, ma si può asserire che in caso di ristrettezze economiche si può anche ridurre i finanziamenti invece di tagliarne altri e così, imponendo qualche sacrificio a ciascuno, salvare operazioni culturali amate dai cittadini. L’associazione ha cercato in tutti i modi di frenare questa operazione di stop, ma nulla si è potuto opporre alla determinazione dei massimi Organi comunali che hanno portato ragioni di tipo finanziario a cui non è stato possibile contrapporre né storia, né tradizione, né opportunità di continuità. L’unica resistenza opposta è stata quella del disappunto e della volontà di non dover dire addio per sempre a quel Concorso che in venticinque anni di vita ha lanciato il nome di Padova in tutto il mondo e ha richiamato in Città artisti, giovani sì, ma sempre già selezionati dalla consapevolezza che la Commissione non fa sconti a nessuno e che se la via è difficile poi i risultati si vedono attraverso offerte di lavoro e opportunità così importanti per chi offre all’Arte i suoi talenti, ma poi deve anche campare. Se abbiamo a cuore i giovani dobbiamo anche aprirci a quelli che, con grande passione e determinazione tentano di sfondare in un campo che non è facile, ma a cui non ci si può negare se le doti ci sono veramente.
 
Petizione al presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan
Al Presidente  Giancarlo Galan - Regione del Veneto  - Palazzo Balbi Dorsoduro 3901 - 30123 Venezia
Spett. Presidente,
ci permettiamo o di esprimerLe tutta la meraviglia, il dispiacere e la incapacità di comprendere le ragioni per cui siano stati tagliati completamente i fondi per la stagione lirica di Padova a fronte delle tre già attuate, gradite dal pubblico e di grande risonanza nazionale e internazionale in cui la Regione avrebbe dovuto credere, visti anche gli sprechi di altri Enti. 
Ora, senza l’apporto del terzo partner (Padova), il LI.VE (terzo polo veneto), voluto fortemente dalla Regione stessa, è destinato a fallire, lasciando senza lavoro tutte le maestranze in esso impiegate.
La preghiamo, Presidente, lasci un buon ricordo di sé e della sua buona amministrazione anche negli appassionati di lirica della Sua Regione che si attendono che venga rettificato il grave danno che si produrrà se non viene rivista e corretta la soppressione totale di contributi alla lirica. 
Questo messaggio rappresenta il sentire di tutti noi soci (siamo oltre 600) del Circolo della Lirica di Padova e di tutti coloro, e sono tanti, che affollano il teatro ogniqualvolta sia rappresentata un’opera lirica.
 I Soci e gli amici del circolo della Lirica di Padova - 2 Marzo 2010

 
Stagione lirica a Padova: quale destino?
Teatro Verdi - Padova
Il problema di cui in questo momento sta soffrendo chi ama la lirica è stata la decisione dell’attuale Amministrazione Regionale di tagliare i fondi che da tre anni venivano ero-gati a Padova per le due opere della sua brevissima Stagione. 
Padova oltre a produrre le due opere in collaborazione con Bassano e Rovigo, ha un Concorso Lirico Internazionale “Iris Adami Corradetti” che giunge quest’anno alla 25° edizione e che richiama partecipanti da ogni parte del mondo. Il Teatro Verdi di Padova, nato per la lirica nel 1751, è il secondo per anno di fondazione (1751), Treviso (1692), mentre La Fenice risale al 1789 (La Scala è del 1778).
Padova, quindi, ha al suo attivo oltre 250 anni di storia gloriosa, ma nel 1986 per colpa dei soliti noti, ma non citabili ha perso la possibilità di essere inclusa fra i Teatri di tradizione, titolo che le competeva da-ta la sua lunga attività e la direzione artistica del grande soprano Iris Adami Corradetti che aveva prodotto ottime stagioni liriche con grande concorso di pubblico (noi appas-sionati,per comprare l’abbonamento, facevamo file al botteghino già in ore antelucane).
Con il 1986 si apre per Padova un periodo di vuoto in cui si fa strada il Concorso, orga-nizzato, con contributo comunale, dall’allora attivo Comitato per la Lirica e dal Centro Li-rico della Signora Corradetti.
Il Circolo della Lirica di Padova era ancora giovane e nato quasi in sordina, ma con in-tenti democratici, a fronte degli altri due in cui vigeva il dictat del solo presidente. Col tempo le due Associazioni hanno esaurito il loro entusiasmo ed è rimasto solo il Circolo a sostenere quell’arte che tutto il mondo ci riconosce; e, grazie alla sua mediazione, nel 2000 il Concorso passa direttamente al Comune che ne assicura così la continuità.
Con il disastro della Fenice Padova offre la sua ospitalità e acquista produzioni vene-ziane con grande spreco di denaro pubblico e la forte disapprovazione del Circolo. Dal 2007 si riprende a produrre con enorme successo di pubblico e di critica, ma con l’attuale Assessore alle Manifestazioni, la lirica sembra bandita dalle prospettive comu-nali al punto che qualcosa è successo per cui la Regione, che ha riconosciuto contributi ai partner, non l’ha fatto per Padova.
Cosa è successo? Ora si dà la colpa alla Regione; ma è proprio così?
Le ottime produzioni e il forte riscontro della stampa nazionale che ha sottolineato il contributo culturale delle realizzazioni ha fatto sì che il FUS (Fondo Unico per lo Spetta-colo) ha quadruplicato per il 2009 il suo contributo determinando una riduzione della spesa prevista dal Comune di Padova per quell’anno e facendo prevedere orizzonti par-ticolarmente felici per il futuro con il Teatro padovano nel novero di quei teatri che di di-ritto ricevono il contributo in quanto “di tradizione”. In caso di cessazione dell’attività o, quanto meno, di ridimensionamento della qualità per mancanza di fondi, il contributo del FUS potrebbe anche essere rivisto, con grande nocumento di tutto il comparto di opera-tori che contribuiscono alla realizzazione degli spettacoli lirici (dagli orchestrali all’ultimo addetto alle luci). Senza contare il catastrofico vuoto che Padova ha già conosciuto e che non merita, vista la sua lunga ed esemplare storia, l’entusiasmo dimostrato dal pubblico che ritrovava se stesso e l’impegno profuso in questi anni dal direttore artistico Federico Faggion con lo staff dell’Assessorato alla cultura.

 
Facciamo il Punto

cincilà2     Ricomincia l’anno solare e con esso le attività sospese per le festività natalizie. Siamo reduci da una simpatica e coinvolgente “ CIN CIN LA” a Verona e ci accingiamo ad affrontare lo spinoso problema delle regie. Non riteniamo certo di poter dire la parola fine al quesito “ tradizionali o moderne?” Anche perché sotto queste due definizioni troviamo una enorme quantità di esperienze e di esperimenti innovativi che difficilmente sarebbero classificabili e che veleggiano dalle intelligenti alle idiote.
Il calendario delle manifestazioni quindi seguirà i due tradizionali binari e si alterneranno le uscite per assistere agli spettacoli del Teatro Filarmonico a Verona e i pomeriggi musicali al Circolo Unificato dell’Esercito; all’Assemblea dei Soci seguirà il pranzo, essi sono i momenti forti della nostra attività sociale che non deve mai essere disgiunta da quella culturale poiché un’Associazione vive in quanto persegue degli obiettivi culturali comuni, ma si fortifica nella condivisione e nell’amicizia. di Mariangela Giulini

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