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Galà sotto le stelle "La melodia innamorata"
Galà sotto le stelle

 Ensamble  Orchestra della Saccisica, dirige M° Nicola Simoni

Presenta Annachiara Vitaliani
Ospite della serata sarà il tenore italoargentino Carlos Natale, vera stella della lirica Italia ed Internazionale. 

Saranno eseguite e interpretate  le più famose canzoni da salotto di fine Ottocento e inizio Novecento, brani  tratti da colonne sonore di musica da film (Piovani, Morricone, Williams …), canzoni popolari e  tango,  tra cui Granada, Amapola, Libertango ...

Prenotazione obbligatoria ai numeri:
 335 6393408 - 3405933184 - 0498645988
Ingresso 16€ per i soci e 18€ per i non soci.
 
Nell’intervallo si degusteranno dessert e “bollicine”!

Ricordiamo che per accedere ai locali del Circolo sono di prammatica giacca e cravatta

 
E la bandiera di tre colori - Sala dei Giganti - Liviano - Padova

    

E la bandiera di tre colori 

Sala dei Giganti di Palazzo Liviano - Padova
mercoledì 4 maggio 2011 ore 18.00 – Ingresso libero
 

con la partecipazione straordinaria di  ELIO PANDOLFI voce recitante e MARCO SCOLASTRA pianoforte
Le parole e la musica degli italiani durante il Risorgimento: un viaggio negli anni in cui l’idea di nazione diventa realtà. Tra cronaca e letteratura, musica d’occasione e musica d’arte.

Programma

Ugo Foscolo Il sacrificio della patria nostra è consumato / Giuseppe Giusti Sant’Ambrogio (1845) / Goffredo Mameli Suona la tromba (1848) /
Francesco Dall’Ongaro La bandiera tricolore (1848) / Giuseppe Gioachino Belli Tre sonetti / Margaret Fuller Articolo per New York Tribune (1849) /
Giuseppe Mazzini Requisitoria contro i ministri di Francia (1849) /  Giuseppe Garibaldi Lettere e Memorie / Luigi Mercantini Inno di Garibaldi (1858) /
Luigi Mercantini La spigolatrice di Sapri (1857) / Giuseppe Cesare Abba Da Quarto al Volturno (1860) /  Cesare Pascarella Tre sonetti da Villa Gloria (1867) /  Giggi Zanazzo Porta Pia, Li Piemontesi (1870) /  Roberto Testa Tricolors (2010)

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Gladys Rossi … sognava di andare a Sanremo.

Gladys RossiLa ‘favola’ di Gladys Rossi, la giovane cantante di Bellaria che ha ora tutto il mondo della lirica ai suoi piedi dopo il fulminante successo ne La Traviata, è iniziata lontano dai teatri. Ha fatto di tutto nella sua vita Gladys, figlia di un bagnino di Bellaria: «Ho venduto i gelati in spiaggia, ho preparato le piadine nel locale dei miei. Mi sono travestita da budino gigante, a una fiera del gelato", racconta lei in una lunga intervista al Corriere della Sera, che le ha dedicato nel 2009 un’intera pagina.

Gladys Rossi, trentenne soprano romagnolo è stata promossa nel 2008 a rivelazione della lirica. Di solito un ruolo d'arrivo, per lei invece la partenza, quella vera: debutta infatti  in Traviata al Teatro Verdi di Padova, direttore Tiziano Severini, regista Denis Krief. Una produzione del Terzo polo lirico del Veneto accolta con applausi e lodi. Un magic moment folgorante, sognato, fortissimamente voluto!

Perché Gladys a diventare cantante d' opera non ci pensava proprio. «Anche perché non ne avevo mai sentita una. Fin da bambina mi piaceva cantare, dicevano tutti che avevo una bella voce, avevo studiato anche un po' di solfeggio, un po' di violino... Ma il mio sogno era Sanremo, mica la Scala». Difatti partecipa a concorsi per voci nuove, incide un brano per Gamma Radio Romagna e nel frattempo, alla sera al pianobar del locale di famiglia si cimenta nei must vacanzieri, stile «solecuoreamore».

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150 anni Unità d'Italia _ 17 marzo 2011
bandiera_15_anni

AMATE LA PATRIA

La patria è la fede nella patria.Dio che creandola sorrise sovr’essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose ch’ei ponesse in Europa, simboli dell’eterna forza e dell’eterno moto, l’Alpi e il mare.
Dalla cerchia immensa dell’Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l’unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia.E
il mare la ricinge quasi d’abbraccio amoroso ovunque l’Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro.
E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d’anime parlan d’Italia.

                                                                                                                                                                            Giuseppe Mazzini

 

 
L’Opera Lirica al cinema

mappaL’opera al cinema sta decisamente diffondendosi , anzi, e ne è un esempio il Dal Verme di Milano, anche dai teatri si inizia a pensare di collegarsi dove l’opera vada in scena. Buonissima cosa anche perché se all’inizio le riprese non erano buone, l’audio lasciava a desiderare, la risposta del pubblico era scarsa, ora i cinema fanno il tutto esaurito e addirittura, almeno a Padova, si propongono abbonamenti con posto numerato per un certo numero di serate. Se il fenomeno si diffonde vuol dire che l’interesse c’è e la cosa non può che far piacere a chi si adopera perché l’amore per la lirica si mantenga vivo; esiste solo un pericolo e non da poco: al cinema assisti a un’opera trasmessa da un gran teatro alla modica cifra di 10-15 Euro, chi ci rinuncia, se non chi non sopporta un certo tipo di spettacolo? Sabbiamo bene, però, che se si vuole godere un momento culturale più aderente allo spirito del teatro e cioè partecipazione emotiva con gli Artisti e coinvolgimento dello spettatore con la rappresentazione, questo al cinema non può esserci perché manca l’”effetto presenza” e non lo può conoscere chi non l’abbia provato e goduto almeno una volta. Ebbene, di contro, se si vuole provare questa emozione ci si trova di fronte a: prezzi troppo elevati, difficoltà nelle prenotazioni, diritti di prenotazione a costi altissimi, pagamenti anticipati di mesi con grave rischio per le associazioni che vogliano agevolare i soci, ma non abbiano la disponibilità finanziaria per affrontare anticipazioni di migliaia di Euro. E non è poco!! Faccio un esempio: per andare ad assistere a uno spettacolo alla Scala di Milano (diritto di prenotazione incluso e posto in platea primo settore) 224€ a testa, se si è in due tra viaggio, eventuale pernottamento e comunque cena non si spende meno di circa 1000€. Si dice “almeno una volta nelle vita!”. É vero, ma bisogna averli e poi a teatro non si va una sola volta nella vita, anzi se ci vai e provi l’emozione ci vuoi tornare il più presto possibile.

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Rigoletto al Teatro Verdi di Padova
Con una bella e particolare edizione del Rigoletto, è terminata la stagione lirica di Padova.
Dopo il successo della Carmen nell’ottobre scorso, il 23, 27 e 29 dicembre, al teatro Verdi è andato in scena il capolavoro verdiano che grazie a un degno cast vocale, un’attenta direzione orchestrale e un originale allestimento, ha saputo, ancora una volta, stupire e accattivare il numeroso pubblico intervenuto in questo scorcio di fine 2010. 
Il Rigoletto pone fine alla trilogia popolare verdiana realizzata dalla Collaborazione tra i Comuni di Padova e Rovigo dopo La Traviata del 2008 e de Il Trovatore del 2009 e questa edizione, grazie al suo  intrinseco allestimento, conferma ancora una volta che nell’opera si può osare, si possono in parte abbandonare i classicismi, si può offrire un prodotto diverso, purché nel contempo queste novità siano capaci di mantenere coerenze logiche e non sopraffare i protagonisti canto e musica.
Come è avvenuto per l’originale, apprezzatissima Aida di Hugo de Hana, così, a mio avviso, la regia, le scene, i costumi, le coreografie e le luci di Stefano Poda in questo Rigoletto hanno stupito e meravigliato lo spettatore più attento. Anche quest’anno il Teatro Verdi ha osato e con successo.
L’apprezzato, bravissimo, visionario regista trentino ha desiderato “purificare lo sguardo dello spettatore offrendogli la forza motivazionale ed anche la spinta creativa su cui egli stesso possa lavorare con libertà, riscattandosi dal condizionamento di un’interpretazione imposta”. Su di un palcoscenico concentrico suddiviso in quattro parti, in un’alternanza rappresentativa dalle connotazioni forti, il nero e il bianco, la corruzione e la purezza, il disprezzo del vincente e la sofferenza del vinto hanno dato vita a un’originale realizzazione scenica comprendente posizioni statiche e movimenti lenti delle masse corali e arricchita da luci ed effetti da film.
di Paolo Lerro 
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Prospettive…. per questo anno 2011
Concerto di Capodanno alla Fenice: si inizia l’anno già con i presupposti di un periodo di lotte e di incertezze per il futuro della cultura in genere e della musica in particolare. Cosa sarà del nostro patrimonio culturale che ci assegna il primato nel mondo? Forse ci assegneranno il premio per un altro primato, quello dell’indifferenza verso ciò che di più sacro esiste nella vita di un uomo o, di più, di una Nazione, e cioè le proprie origini, il proprio passato in cui i nostri Padri hanno operato per lasciarci una eredità. Ci accingiamo a festeggiare, giustamente, i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, ma ci dimentichiamo che erano anche quelli di Giuseppe Verdi e della sua partecipazione emotiva e culturale verso le vicende che condussero al fatidico 1861.
 
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Il Concorso “Iris Adami Corradetti” 2010 …il giorno dopo

 Il Direttivo con Laura MacrìOgni anno, quando sta per iniziare il concorso, si entra in fibrillazione; ci si domanda se ci saranno sufficienti iscritti, se la commissione sarà tutta presente, se ci saranno contestazioni per chissà quale ragione, se, insomma, si arriverà alla fine senza intoppi e senza disguidi. Poi, durante lo svolgimento, qualche problemino sorge sempre, ma per fortuna mai situazioni tali da non essere superabili col buon senso e, ormai, con l’esperienza acquisita. Si giunge così alla serata finale, la gran festa in teatro, l’agitazione dei concorrenti che vedono il traguardo vicino, ma la competizione è dura perché la qualità è tanta e i premi sono solo tre, più le più borse di studio meno consistenti anche se sempre ambite.
Il presentatore è brillante e intrattiene il pubblico, ma la febbre dietro le quinte sale e l’agitazione coinvolge tutti al punto che, dopo la proclamazione dei vincitori e i brevi commenti di rito, i fiori per la presidente della commissione non vengono quasi mai offerti pubblicamente perché miseramente dimenticati su un tavolino, fra la confusione generale.
È bella però quella confusione ...

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Al «Corradetti» la vittoria incorona un "basso"
Mara Zampieri e i vincitoriSale sul podio più alto del concorso lirico il cantante croato Goran Juric
 È il basso Goran Juric, croato, il vincitore della XXVº concorso lirico internazionale «Iris Adami Corradetti». Era ormai mezzanotte quando la giuria, presieduta da Mara Zampieri, comunicava il responso dopo l'esibizione dei 12 finalisti al Teatro Verdi di Padova. E rendeva noto il nominativo dei tre candidati giunti in finale. Per i cantanti si è trattata di una prova pubblica in concerto accompagnati dall'Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta da Francesco Rosa. La giuria ha proclamato vincitore il basso Goran Juric croato, 27 anni, che ha già conquistato un riconoscimento dell'Opera Nazionale di Bratislava e di Praga dopo essersi diplomato all'Accademia della musica di Zagabria: a lui il primo premio di 5 mila euro. Il secondo premio (4 mila euro) è stato assegnato a Elisabeth Stevens, soprano americano di 34 anni; al terzo posto il mezzosoprano Romina Tomasoni, 28 anni, italiana laureata in canto lirico con il massimo dei voti al «Marenzio» di Brescia (3 mila euro). C'erano anche altri riconoscimenti speciali, le borse di studio: dalla Fondazione Lucia Valentini Terrani la borsa per il concorrente più giovane tra i finalisti è andata a Laura Macrì, 20 anni, la più giovane partecipante tra 120 iscritti. Due borse di studio conferite dai soci del Circolo della Lirica sono state assegnate al tenore Luciano Ganci e ancora a Laura Macrì; una da Patrizia Del Sero, socia del Circolo della Lirica, in memoria della madre Liviana Licheri Del Sero, è andata al soprano Sylwia Krysiek. Il pubblico ha espresso gradimento per il tenore coreano Sang-Jun Lee.
 
Le selezioni del Corradetti - In gara 125 voci al Verdi
le proveCompie un quarto di secolo il Concorso Lirico Internazionale Iris Corradetti, diventato un punto di riferimento per gli appassionati della lirica, un fiore all'occhiello per la città di Padova e soprattutto un'occasione importante per i giovani cantanti che s'iscrivono per poter vincere una delle tre borse di studio messe in palio e continuare la loro formazione nel mondo lirico. Quest'anno la manifestazione canora si svolge sino a sabato ospitata dal teatro Verdi di Padova. Mai come questa edizione è stata più discussa, la scorsa primavera il concorso, ideato dal Comitato della Lirica in omaggio al soprano Iris Corradetti, aveva rischiato di non poter festeggiare questa venticinquesima edizione a causa dei tagli, ma le 125 iscrizioni arrivate da ogni parte del mondo hanno confermato la valenza dell'iniziativa. «Si tratta di uno dei concorsi di lirica tra più i più longevi - ha spiegato Federico Faggion, direttore artistico della Stagione Lirica - anche quest'anno le iscrizioni hanno confermato la valenza di questo progetto che si ripete ogni anno. Abbiamo ragazzi che arrivano dal Canada, la Russia, il Brasile, l'Argentina, la Croazia, per fare alcuni esempi, ma anche una buona rappresentanza italiana. L'importanza di questo del Corradetti non si ferma solo alla sua tradizione, ma va oltre, sempre più spesso i vincitori ed i finalisti vengono ingaggiati per lavorare in stagioni di rilievo». A guidare la commissione del Corradetti 2010 c'è Mara Zampieri.
 
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